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domenica 15 luglio 2012

E meno male che siamo Sfaccendati

La domenica è un giorno di festa anche per gli Sfaccendati? Ma sì che lo è, perché non dovrebbe esserlo?
D'altra parte, a giudicare dalla scarsità dei bagnanti stamattina sulla riviera di Porto San Giorgio, comincio a pensare che di gente non in vacanza ce ne sia davvero molta in giro, checché ne dicano i servizi sui tg e sui giornali (ma che pena i poveri stagisti/cronisti locali mandati a fare domande alla commessa di turno in pausa pranzo al mare: non vorrei proprio essere al loro posto). Saranno al lavoro, direte voi? Può darsi, considerata la tradizione degli italiani di ammassarsi tutti ad agosto sulle spiagge nazionali o negli aeroporti per località più in, ma a sentire Rai, Ibrahim o Birahim, se la memoria non mi inganna, senegalese ultracinquantenne diventato ormai un amico di famiglia, di affari se ne fanno davvero pochi e non perché i potenziali clienti delle sue borse taroccate (o vere, chi lo sa: bisognerebbe chiederlo ai grandi marchi che fingono disappunto per la contraffazione delle loro griffe milionarie) siano tutti al lavoro.
In ogni caso, gli Sfaccendati veri si riconoscono anche dalla loro capacità di dare una mano, sempre e comunque, a chi si trova più o meno sulla stessa barca.
Quel che manca, almeno per ora, non è il cibo né un tetto, ma solo una reale, concreta e lucida (magari anche ludica, come stavo freudianamente scrivendo) prospettiva futura, ma per il resto la giornata scorre, piena, anzi direi zeppa, di cose da fare. 
Però non tutti possono capirlo, meno che mai chi ha un lavoro più o meno sicuro e un reddito continuativo. Meglio, quindi, evitare inutili fraintendimenti e tenersi per sé le eventuali ansie e/o frustrazioni con chi non è in grado di comprendere. Ogni tanto, certo, qualcosa ci sfugge e allora si resta male se qualcuno ci propone di chiedere una mano all'Fnsi, ossia la federazione nazionale della stampa, preposta a erogare, per tre volte al massimo nella vita, donazioni da 1.500 euro l'una ai giornalisti indigenti, dietro presentazione di lettera e comprovate pezze d'appoggio del proprio status di poveracci.
A parte la comprensibile ritrosia a mostrarmi come tale, obiettivamente non credo che 1.500 euro mi risolverebbero il problema di cui sopra. Però me la sono cercata, quindi mi becco anche il deprimente consiglio, ma mi riprometto, non a caso digitandolo e sparandolo in rete, di non cedere mai più alla mia naturale propensione di mostrarmi per quella che sono con chi non mi conosce né gli interessa farlo. 
Fine della storia. 
Del resto, questo spazio racconta già abbastanza, forse molto più di quanto io stessa riesca a immaginare. 
Tra uno sfaccendamento e l'altro, per esempio, ho montato la galleria fotografica di cui ho fatto cenno nel precedente post:



Ieri c'è stato il bis, meritevole anch'esso di montaggio ad hoc, un altro lavoro gratuito che farò con grande partecipazione e impegno.
Domani, però, mi aspetta un'altra incombenza, emotivamente molto intensa. E naturalmente gratuita anch'essa. Perché l'amore (anche quello per i consanguinei...) mal si concilia con il denaro.
Oltretutto, sarò ripagata (e moltissimo) da affetto, risate, creatività ed energia. Tutti beni che non si comprano proprio per il loro inestimabile valore.
E se un domani dovessi essere meno Sfaccendata, beh, almeno mi consolerò ripensando a giorni magici come quello narrato nella galleria sopra linkata.
E agli altri vissuti canticchiando "il coccodrillo come fa".
Non c'è nessuno, ma proprio nessun adulto bene inserito nel mondo, che lo sa.